ADDIO A SOSTENIAMOLANCONA E ALL’ILLUSIONE DEI TIFOSI PROPRIETARI

Con il passaggio dei marchi al Comune di Ancona ha chiuso definitivamente i battenti Sosteniamolancona e lo ha fatto con una cena d’addio dove erano presenti tutti gli ultimi componenti dell’associazione capitanati dal presidente Andrea Biekar che, con un lungo post su Facebook, ha di nuovo chiesto scusa alla città per l’ingloriosa fine del progetto.

Era il 2010 quando al Dorico nasceva Sosteniamolancona che si affiancò alla nuova società presieduta da Andrea Marinelli dopo la fine dell’Ancona di Petocchi. “Mai più fallimenti ed avventurieri” era lo slogan dell’associazione che l’anno successivo acquistò il 2% del club fino ad arrivare a gestirlo nell’estate del 2015.

Una prima annata stupefacente sul campo con la squadra allenata da Cornacchini che sfiorò i playoff, quanto disastrosa fuori con i presidenti delle tre anime (Ancona, Sosteniamolancona e Fondazione) Miani, Vietri e Gramillano che hanno nascosto a tutti il famoso buco di bilancio che si era creato per una gestione quantomeno discutibile. Fino a che non ci si è più potuti nascondere ed è scoppiata la bomba che ha portato alla cessione del 23% all’architetto romano Fabiano Ranieri prima e poi all’arrivo della cordata Prioreschi guidata da Ercole Di Nicola che ha definitivamente ucciso il sodalizio dorico. E vengono i brividi a pensare allo slogan “mai più fallimenti ed avventurieri” quando proprio il promotore del progetto si è distaccato dall’associazione e ha portato avanti la gestione dell’Ancona insieme al clan abruzzese.

Nell’ultimo anno Sosteniamolancona è stata semplicemente uno socio di minoranza senza potere se non quello di acquistare i marchi tanto cari alla tifoseria. L’ultimo atto, questo positivo, di un progetto iniziato sotto una stella e proseguito in un cielo plumbeo fino al temporale finale.

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