BOTTA E RISPOSTA MARCONI – SCHIAVONI PARTENDO DALLE GIOVANILI

Sabato durante la conferenza stampa congiunta con il sindaco Mancinelli, il patron dell’Anconitana Stefano Marconi ha pungolato Sergio Schiavoni sul possibile accordo tra la Giovane Ancona e il Camerano: «Noi possiamo regalare un sogno, giocare con la maglia biancorossa. Non tutti hanno a cuore gli interessi dei ragazzini. Mi auguro che Schiavoni voglia sedersi ad un tavolo anche con noi per il bene dell’Anconitana. E non faccia il tifoso solo a parole». Non si è fatta attendere la replica dell’ex presidente dorico, avvenuta sulle colonne de Il Resto Del Carlino nell’edizione odierna. Vi pubblichiamo l’intervista completa.

Schiavoni, vuole replicare alle parole di Marconi?

«Preciso che le ho lette solo sul vostro giornale. Sono stato e sempre sarò un tifoso dell’Ancona, penso di averlo dimostrato negli anni. Anche in questa stagione ho visto tutte le partite dei biancorossi, anche se solo in tv, e colgo l’occasione per fare i complimenti a squadra, staff tecnico e società per la vittoria del campionato. Però non capisco proprio perché il patron mi abbia citato».

Il tema era il possibile accordo tra la sua Giovane Ancona ed il Camerano…

«Io sono solo il presidente onorario della società, non decido da solo. Stiamo parlando con il Camerano (proprio nella tarda serata di ieri si è tenuto un incontro ndr), che è una bella realtà, perché abbiamo bisogno di una collaborazione con una società del posto per permettere ai nostri ragazzi di andare a giocare dopo aver finito gli allievi. Ma sono affari della Giovane Ancona, noi non andiamo a sindacare sull’attività dell’Anconitana».

Con il club biancorosso non ci sono stati contatti?

«Le racconto un aneddoto. Il giorno che ci siamo incontrati con Marconi, la scorsa estate, il primo paletto che ci ha messo era sulla figura di Diego Franzoni (il presidente della Giovane Ancona ndr). Nel caso fosse stato coinvolto, Marconi avrebbe negato il suo appoggio. E nonostante Franzoni non avrebbe minimamente partecipato alla nuova società, sapete tutti come è finita. Secondo voi è fattibile un accordo tra le parti? Io dico di no».

Ma esclude un suo coinvolgimento anche in futuro, magari come sponsor?

«Mai dire mai. Ma preferisco non commentare oltre».

Ha letto del progetto per la riqualificazione dello stadio Dorico? Che ne pensa?

«Il Dorico va riconsegnato alla città, questo è fuori discussione. Ma sento parlarne da quando ero presidente e non si è fatto nulla. Conosco le lungaggini della burocrazia, non vorrei che tutto si perdesse tra le scartoffie di una scrivania. La Mancinelli è tosta e capace, ho apprezzato anche l’appoggio politico per l’Eccellenza. Spero che vada come nel 2006 quando ci ripescarono in C1. Al tempo fu determinante l’appoggio di Gianni Letta. Le conoscenze contano».

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